LA CHIESA DEL REDENTORE

Dopo la Canonizzazione del 1904, il flusso di pellegrini crebbe al punto tale che l'ingrandimento del tempio in onore di San Gerardo divenne l'urgenza principale. Il 16 ottobre 1913 iniziarono i lavori di costruzione. La chiesa fu inaugurata il 31 agosto 1929 e fu consacrata dall'Arcivescovo di Napoli Card. Alessio Ascalesi. Il 18 febbraio 1930, Papa Pio XI concedeva il titolo di Basilica minore. Nel 1931 la statua della Madonna fu incoronata con diadema di oro dal Capitolo Vaticano per mezzo dell' Ecc.mo Mons. Giulio Tommasi, Arcivescovo di Conza e vescovo di S. Angelo dei Lombardi (AV). Negli anni '50, tuttavia, la Basilica era già insufficiente per accogliere i numerosi pellegrini e un primo progetto di ampliarla, a firma dell'arch. Alfredo Scalpelli di Roma, fu abbandonato, dopo aver collocato la prima pietra il 18 settembre 1960. Sopraggiunta la riforma liturgica del Concilio Vaticano II, e morto l'arch. Scalpelli, si pensò di progettare una chiesa corrispondente alle nuove esigenze liturgiche e l'incarico fu affidato all'arch. napoletano Giuseppe Rubino. La nuova Basilica fu inaugurata dall'Arcivescovo di Conza, S. Angelo dei Lombardi, Bisaccia e vescovo di Nusco, Mons. Gastone Mojaiski-Perrelli nel 1974. In essa si ammira lo sforzo per realizzare le ardite strutture in ferro e cemento. La nuova Chiesa del Redentore, infatti, occupa un'area di 592 mq. e si eleva verso la vetta della cuspide fino a 42 mt. di altezza.Le forme architettoniche ricordano la biblica Tenda per il Tabernacolo,costruita da Mosè nel deserto per ordine di Dio, sottolineando così l'aspirazione alla dimensione esodale dell'esistenza umana: uscire dalla schiavitù faraonica del quotidiano per incamminarsi verso la Terra promessa come luogo di Dio. A collegamento della Basilica con il Santuario furono costruiti nel 1976 - 1979 i locali per i pellegrini, le nuove sedi confessionali e il Museo gerardino. La nuova Basilica, eretta con l'intento di ospitare le celebrazioni liturgiche, dopo il terremoto del 1980 divenne custode del Corpo di San Gerardo Maiella. Ricostruito il santuario le Reliquie del Santo sono tornate nel luogo della prima sepoltura, prendendo posto ai piedi del presbiterio nella ona centrale della chiesa. Salendo verso l'aula delle celebrazioni, ci si incontra per l' eucaristia. Ai pellegrini si offre la compiutezza dell'evento salvifico attraverso la sintesi iconografica dell'abside. E' la tipologia di Cristo Redentore a costituirne la chiave interpretativa. La morte e la risurrezione vengono descritte dalla poderosa figura bronzea del Cristo dello scultore Tommaso Gismondi di Anagni (FR). In occasione del Giubileo dell'anno 2000 indetto da Giovanni Paolo II, la Chiesa del Redentore è stata dotata di un ma.gnifico portale in bronzo, opera dello scultore Alfredo Verdelocco. L'opera in due battenti, è composta da otto pannelli reffiguranti altrettanti episodi salienti della vita meravigliosa di san Gerardo Maiella.

(Foto n.1: La Basilica - Foto n.2: L'interno della chiesa del Redentore - Foto n.3:  Una veduta notturna della nuova chiesaFoto n.4: Panoramica del Santuario )