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Il Santuario

La storia del Santuario dal 1200 ad oggi.

Le notizie più antiche sull'esistenza del Santuario, risalgono all'anno 1200, quando tra i beni amministrati dall'arcidiocesi di Conza, rrisulta esservi la chiesa sotto il titolo di Sancta Maria de Silere (Santa Maria del Sele). Impossibile, se non a costo di grandi sacrifici e senza aver la certezza di risultati concreti, andare a ritroso oltre questa data. Sono due le leggende che circolano tutt'ora e a volte confondendosi sull'origine della Mater Domini: la prima, vuole che essa sia stata ritrovata da alcuni pastori nel bosco; la seconda, afferma che essa sia apparsa (denominandosi la Mater Domini) su un sambuco ad alcuni contadini, ai quali chiese ed ottenne che lì vi costruissero una cappella in suo onore.

la primitiva chiesa come la videro sant'Alfonso e san GerardoIl Santuario pagina 1  San e sanctuary Sito Valsele

Il primitivo nome "Sancta Maria..." affonda le sue ragion d'essere al Concilio di Efeso, apertosi il 21 giugno 431 sotto la presidenza di Cirillo, patriarca di Alessandria. Da questa proclamazione solenne della divina maternità di Maria, si assiste in tutta la cristianità, al diffondersi della devozione mariana nel culto cristiano ed al sorgere di innumerevoli luoghi sacri a Lei dedicati. Per non creare confusioni e distinguerli gli uni dagli altri, s'instaura la tradizione di aggiungere al sostantivo Maria, un complemento di denominazione, nel nostro caso troviamo de Silere (cioè del fiume Sele).

Sono due le leggende che circolano tutt'ora e a volte confondendosi sull'origine della Mater Domini: la prima, vuole che essa sia stata ritrovata da alcuni pastori nel bosco (ivi nascosta per preservarla dalla furia iconoclasta); la seconda, afferma che essa sia apparsa (denominandosi la Mater Domini) su un sambuco ad alcuni contadini, ai quali chiese ed ottenne che lì vi costruissero una cappella in suo onore. Se esistesse una geologia dello spirito, noteremo come esse si siano profondamente radicate nell'animo del popolo, tanto da essere considerate come storia vera.

 

Il Santuario pagina 1  San e sanctuary Sito Valsele Dal 1527, troviamo l'antico titolo di Sancta Maria de Silere mutato in Santa Maria Mater Domini, ovvero Madre del Signore. Quando sia avvenuto questo passaggio non ci è dato di sapere, ma in quanto ai motivi - possiamo avanzare delle ipotesi partendo dall'icona stessa della Mater Domini che si venera nel Santuario, poiché esprime plasticamente una delle scene evangeliche in cui Maria è presente. La Vergine è in ginocchio, come in attesa di un evento misterioso: l'annunzio dell'Incarnazione del Verbo di Dio, tutto incentrato sul "fiat" (sì) di Maria, l'Ancilla Domini: "Eccomi, sono la serva del Signore" (Lc 1, 25-38). Secondo Oreste Gregorio, storico Redentorista, forse, in origine vi era accanto anche la statua dell'angelo annunziatore, ora perduta. Con il suo assenso al progetto salvifico di Dio, che troverà compimento nel suo Figlio, Maria si appresta a diventare la Madre del Signore Nostro Gesù Cristo.

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Dal 1500, la piccola chiesa di S. Maria Mater Domini sita in Caposele, è meta di numerosi pellegrini dei paesi della Valle del Sele e dintorni. Erano fedeli, sì, ma senza essere stati soggetti di una vera e propria evangelizzazione. La loro preparazione in materia di fede era alquanto lacunosa. Il cuore di questa zona rurale è sempre stato in passato il tempio sacro inizialmente intitolato Sancta Maria de Silere, di cui l'autore del Codice Conzano del 1691 ci offre una breva ed interessante descrizione: "Vi è in detta terra una bellissima chiesa sotto il titolo Maria Mater Domini con famosa cupola ed altare maggiore, dentro del quale sta collocata l'immagine di Maria Santissima, e questa anticamente per li tanti miracoli che faceva fu accresciuta d'elemosine, con le quali fu edificato detto tempio con molte camere". Ogni giorno vi veniva celebrata la Messa dal clero di Caposele che ne aveva la cura pastorale. L'arciprete locale, insieme al Procuratore, possedeva la chiave della chiesa e dei locali attigui. Questi ultimi appartenevano al romitorio adiacente, che contava sette stanze e una cucina. Il romitorio è frutto della xenodokia, cioè l'ospitalità degli ospizi e dei ricoveri, che a partire dall'antichità, ha caratterizzato e accompagnato la vita del pellegrino durante il viaggio ma soprattutto nel luogo di approdo. In ogni tempo, infatti, i santuari, luoghi santi, agglomerano attorno ad essi una serie di istituzioni e luoghi di ospitalità che segnalano una presenza cospicua e collettiva di fedeli.

un pellegrinaggio dei tempi passatiIl Santuario pagina 1  San e sanctuary Sito Valsele Nel 1600, accanto alla chiesa, viene costruita la cisterna (noto come il "pozzo di san Gerardo" ed inglobata nei locali del nuovo Santuario edificato nel 1974) per raccogliere l'acqua piovana, che purificata con metodi casalinghi serviva per gli usi della chiesa, per dissetarsi e per l'adiacente cucina.

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S. Gerardo andava spesso ad attingervi per le ampolline della Messa e per i vasi dei fiori posti davanti al SS.Sacramento e alla Madonna: ne prendeva per il refettorio e - più spesso - per i viandanti e i numerosi pellegrini alla Mater Domini, che di estate affacciandosi in portineria domandavano un bicchiere d'acqua: la famosa "acqua nevata", che usavano nei caldi mesi estivi per vincere l'arsura dovuta al lungo cammino.
Il pozzo è ancora oggi visibile all'interno del Santuario, accanto alla sacrestia.

 

Il Santuario pagina 1  San e sanctuary Sito Valsele Nel 1746 S. Alfonso Maria De Liguori, fondatore dei Missionari Redentoristi, predicò con i suoi religiosi una Missione a Caposele. In questa occasione, Mons. Nicolai, Arcivescovo di Conza, lo invitò a fondare una casa dei suoi Missionari a Materdomini per prendersi cura del Santuario. La posizione strategica del luogo, da cui irradiarsi per evangelizzare i paesi circostanti, conquistarono il Santo che accettò l'offerta. La costruzione del Convento Redentorista fu progettata e diretta dal Regio Architetto Pietro Cimafonte. San Gerardo fu assegnato qui nel giugno 1754 e vi morì il 16 ottobre 1755. Nel 1930 il Santuario della "Madre del Signore" che custodisce la Tomba di San Gerardo fu insignito del prestigioso titolo di Basilica dal Sommo Pontefice Pio XI.